PRESENTAZIONE
 
 
Giulio Arpinati Massimo Barrera Alberto Capellaro Umberto Clerici
Fabrice De Donatis Paola Perardi Claudia Ravetto Manuel Zigante

“Gli 8 violoncelli di Torino” nascono nel 2005 da un sogno nel cassetto del Maestro Fabrice De Donatis. Desideroso di creare un gruppo violoncellistico, unico in Italia che fosse caratterizzato innanzitutto da un legame affettivo e di amicizia tra gli esecutori, contattò i seguenti colleghi: Giulio Arpinati, Massimo Barrera, Alberto Capellaro, Umberto Clerici, Paola Perardi, Claudia Ravetto e Manuel Zigante.
L’ottetto dei violoncelli è quindi formato da musicisti di consolidata carriera, basta pensare a Giulio Arpinati 2° violoncello del Teatro Regio di Torino, Massimo Barrera che collabora con l’Ensemble Europeo Antidogma Musica, Alberto Capellaro violoncellista al Teatro Regio di Torino, Umberto Clerici affermato musicista del panorama musicale mondiale, Fabrice De Donatis violoncellista che collabora stabilmente con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e con l'Orchestra Filarmonica ‘900 del Teatro Regio di Torino, Paola Perardi spalla di prestigiose orchestre tra le quali la Filarmonica di Torino, Claudia Ravetto docente di Conservatorio e violoncellista del quartetto “Goffredo Petrassi” e Manuel Zigante, anch’egli docente di Conservatorio e violoncellista del “Quartetto d’archi di Torino”.
In alcuni concerti l'ottetto si è avvalso della collaborazione dei Maestri Giorgio Casati, Andrea Favalessa, Francesca Gosio, Heike Schuch, Carlo Bertola, Andrea Cavuoto, Luca Magariello, Pierpaolo Toso, Augusto Gasbarri e Relja Lukic.

Ecco cosa scrivono dell'ottetto nella nota stampa del Concerto organizzato al “Conservatorio G.Verdi” di Torino per i Lions:
“ …Come si può oggi accattivare il grande pubblico alla musica classica? Come si può rendere una serata a concerto un evento diverso, stimolante ed eccitante, creando un ponte fra il repertorio classico a molti noto dal cinema e i ritmi della musica leggera sudamericana?
A queste domande hanno dato una risposta "Gli 8 violoncelli di Torino", dal 2005 riuniti in una compagine di altissimo livello artistico, coordinata dal maestro Fabrice De Donatis. Torinesi, diplomati a pieni voti al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, sono tutti discepoli del leggendario maestro Antonio Janigro o della sua scuola e borsisti dell’Associazione Musicale De Sono che tanto ha contribuito e contribuisce nella nostra Città a promuovere giovani talenti, fino a portarli alle soglie della ribalta internazionale. Questi artisti hanno saputo valorizzare a pieno l’estensione tecnica ed espressiva del violoncello per formare un gruppo a geometria variabile, capace di rendere allo stesso tempo la coralità di un’intera orchestra, la sensibilità tonale di un quartetto per archi o la ritmicità sensuale e travolgente di una band sudamericana.
La bravura di questi solisti incanta l’uditorio che viene trascinato all’entusiasmo e alla gioia da un continuo gioco delle parti, dove i caratteri di ognuno si alternano e si completano, passando di volta in volta dallo sfondo al fronte della scena. Non aspettatevi un’esecuzione tradizionale di classici paludati, ma una vera festa degli occhi e dello spirito, a un ritmo frenetico, a un invito alla danza a cui a stento riuscirete a resistere! …”

Oppure per il concerto degli “Incontri Musicali Monatesi”:
“Il violoncello, strumento con corde più grosse di quelle del violino, quando agisce da solo bisogna dire che ha punti timbrici emozionalmente più raffinati di quelli del violino, che conquistano l’ascoltatore e lo trasportano in un mondo di sogni infantili. Se invece sono otto violoncelli solisti in concerto, nel presentarli si dovrebbero usare le formule dei presentatori degli spettacoli del circo. Accorrete tutti, grandi e piccini, ad assistere al più prestigioso spettacolo musicale. Otto violoncelli si esibiranno nelle più spericolate acrobazie sonore; li vedrete salire in alto verso i suoni acuti con l’energia delle aquile, li osserverete rincorrersi nello stile con l’agilità delle antilopi. Muovendosi in gruppo intrecciano i loro suoni formando una maestosa sonorità, quasi religiosa. Distesi nei suoni gravi si rotolano su se stessi con movimenti a volte veloci, a volte lenti dando l’impressione di onde marine animate dal vento.
I compositori di questa speciale orchestra sanno di ciò che è stato detto sopra, per cui le affidano idee musicali variopinte, ritmi non troppo veloci, una melodia nobile e sostenuta, suoni gravi che fanno da trampolino di lancio per i più acuti (di Alfonso Vitale).”